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La Via Francigena: da Canterbury a Gerusalemme

Seguendo le tracce di Sigerico ...

Era l’anno 990 d.C., quando, durante il viaggio di ritorno da Roma alla sua sede episcopale, il vescovo Sigeric annotò le 79 submansiones de Roma usque ad mare, ossia le tappe che hanno scandito il suo incedere verso la natale Canterbury (la romana Durovernum). Un cammino che, nella geografia moderna, solca sette regioni italiane – Lazio, Toscana, Emilia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta – e poi ancora i cantoni svizzeri del Vallese e di Vaud, per proseguire, in Francia, attraverso Franche-Comté, Champagne-Ardenne, Picardie e Nord-Pas-de-Calais. Qui, oltre il canale della Manica, raggiunge Canterbury, nella contea del Kent.

Una “via di culture”, come la definisce Jacques Le Goff, lungo la quale si è costruita l’Europa dei popoli, riconosciuta dal Consiglio d’Europa “Itinerario Culturale” prima (1994) e poi “Grande Itinerario Culturale” (2004). Mille anni di storia e duemila chilometri di tradizioni, natura, cultura attraverso Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia si trovano al centro di un progetto di valorizzazione europeo che ha suscitato l’interesse dei governi nazionali e delle istituzioni comunitarie, cogliendo lo slancio delle piccole e grandi amministrazioni locali.

Il 22 aprile 2001, 34 Enti Locali, lungo il percorso italiano della Via Francigena secondo l’itinerario di Sigeric, firmarono l’atto costitutivo di quella che oggi è l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). Formata attualmente cento Enti locali territoriali, AEVF svolge un’azione di impulso degli interlocutori del progetto di valorizzazione dell’itinerario, raccordando tutti i livelli istituzionali - locale, regionale, nazionale, europeo.